Scheda critica
Titolo: Avvolti
Autore: Roberto Mangialardi
Tecnica: Pastello
Formato: 70×50
Anno: 04/05/2026
È un ritratto di straordinaria intensità emotiva e precisione tecnica.
Domina la scena un momento di profonda intimità e protezione tra una madre e il suo bambino, che il titolo “Avvolti” esprime bene, per una corrispondenza perfetta nel linguaggio del corpo: le braccia della madre circondano e stringono a sé il piccolo, con gesti universali di cura e amore in un abbraccio totale, creando un nucleo sicuro e impenetrabile dal mondo esterno.
Il bambino guarda verso l’esterno con un’espressione tra il sognante e l’indifeso, totalmente abbandonato alla sicurezza del contatto materno, mentre lo sguardo della madre sembra perdersi in un misto di riflessione e di tenero piacere nel tenere in braccio la sua creatura.
La gestione della luce in quest’opera è magistrale e fortemente simbolica:
il dipinto è diviso verticalmente da una netta transizione di luce. A sinistra, lo sfondo è chiaro, quasi una parete illuminata da una luce radente che proietta l’ombra scura della sedia. A destra, il fondo sprofonda in un nero assoluto e denso. Questo contrasto tra luce e oscurità sembra suggerire che, nonostante le incertezze del mondo (la parte d’ombra), l’abbraccio materno rimane una zona di luce e calore per il bambino.
L’abilità nell’uso del pastello è evidente nei dettagli più minuti:
La resa anatomica delle mani e delle dita, che trasmettono fisicamente la pressione dell’abbraccio;
i riflessi di luce negli occhi del bambino, che conferiscono una straordinaria scintilla di vita;
i dettagli dell’abbigliamento, come le pieghe della camicia di jeans e alcune delle lettere del nome del bimbo sul portaciuccio, realizzati con precisione geometrica.
“Avvolti” comunica un senso di silenzio, protezione e amore incondizionato. È un’opera che cattura un istante quotidiano e intimo, elevandolo a simbolo universale del legame materno. L’atmosfera sospesa e il forte contrasto chiaroscurale lasciano allo spettatore una sensazione di dolcezza venata di una sottile, intima malinconia. Un lavoro di altissimo livello tecnico e formale.