Eco di una presenza

Scheda critica

Titolo: Eco di una presenza

Autore: Roberto Mangialardi

Tecnica: Pastello

Formato: 50×70

Anno: 24/11/2025

 

Il titolo suggerisce che il gruppo stia reagendo a qualcosa che non si vede direttamente – una “presenza” appunto – rendendo gli spettatori del quadro testimoni di un evento invisibile mentre l’osservatore esterno viene proiettato direttamente all’interno di una folla grazie a una prospettiva dal basso verso l’alto su cui l’opera è stata costruita.

Il punto focale luminoso dell’opera è la donna con il velo bianco. Il suo sguardo rivolto verso l’alto esprime un misto di speranza, devozione e dialogo silenzioso. Risalta la maestria nel rendere il pizzo del velo a pastello, davvero notevole, si percepisce quasi il prezioso intreccio dei fili sotto le dita.

Accanto alla donna c’è un giovane con gli occhiali il cui sguardo è fisso e attento, sembra rapito da qualcosa, da una presenza… Il riflesso della luce nelle lenti degli occhiali è un dettaglio tecnico che aggiunge un tocco di estremo realismo.

A sinistra, una donna dal volto scavato e severo, sistema il velo la cui trasparenza è di una veridicità straordinaria. Guarda altrove, quasi assorta in un pensiero intimo difficile da decifrare anche per il gioco di ombre che avvolge gli occhi.

A destra, in basso, un’altra donna con occhiali e velo scuro ricamato guarda verso il lato opposto, sembra distratta da qualcosa, e va a completare questa rosa di reazioni diverse allo stesso evento.

L’uso del pastello permette all’artista di ottenere sfumature morbidissime sulla pelle e, contemporaneamente, neri profondi e vellutati nello sfondo, nel rappresentare la folla.

L’artista ha voluto rappresentare un’umanità universale che, attraverso i secoli, continua a cercare o a sentire “l’eco di una presenza” trascendente, richiamata dai veli delle donne che rimandano a una dimensione sacra e suggeriscono che l’evento a cui assistono è di natura spirituale.

eco di una presenza suggerisce che il gruppo stia reagendo a qualcosa che non si vede direttamente – una "presenza" appunto – rendendo gli spettatori del quadro testimoni di un evento invisibile mentre l'osservatore esterno viene proiettato direttamente all'interno di una folla grazie a una prospettiva dal basso verso l’alto su cui l’opera è stata costruita.
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