Scheda critica
Titolo: Il Grand’ufficiale
Autore: Roberto Mangialardi
Tecnica: Pastello
Formato: 70×50
Anno: 24/06/2026
È un ritratto di straordinaria intensità espressiva e precisione tecnica. Il soggetto raffigurato è un uomo dall’aspetto solenne e dignitoso, appartenente a un ordine cavalleresco, l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. L’uomo è ritratto di tre quarti, con gli occhi persi in un pensiero profondo, severo quasi malinconico. La maestria nell’uso del pastello emerge vividamente nella resa della pelle: le rughe d’espressione sulla fronte, i solchi sotto gli occhi stanchi e la texture della pelle matura intorno al collo e alle guance sono di un realismo quasi fotografico, ma che conserva la morbidezza tipica del pastello. L’espressione trasmette un misto di saggezza, rigore morale e il peso del dovere.
Il soggetto indossa le vesti cerimoniali formali dell’ordine:
sul capo indossa un tocco di velluto nero, decorato sul lato destro con un fregio circolare ricamato che racchiude una piccola croce rossa; il corpo è avvolto in un ampio mantello cerimoniale bianco avorio. I panneggi e le pieghe del tessuto sono sfumati con grande delicatezza, conferendo volume e pesantezza materica alla stoffa. Al collo, appena sotto il colletto della camicia scura, pende la Croce potenziata di Gerusalemme in smalto rosso, sormontata da un trofeo militare dorato.
Il mantello è chiuso sul petto da un elaborato alamaro d’argento intrecciato a nodi. Più in basso, sul lato sinistro, spicca la placca da Grand’Ufficiale, una stella radiante d’argento con al centro la medesima croce circondata da una corona d’alloro verde. Sulla manica sinistra del mantello è visibile, in grande dimensione, la Croce di Gerusalemme ricamata in tessuto rosso, che si staglia nettamente sullo sfondo candido.
Lo sfondo è volutamente neutro, caratterizzato da una tonalità uniforme color crema. Questa scelta geometrica e cromatica azzera ogni distrazione spaziale, isolando la figura umana e proiettandola in avanti. La luce proviene frontalmente e leggermente da sinistra, illuminando in modo soffuso il viso e creando ombre morbide che accentuano i lineamenti e la tridimensionalità del mantello.
L’uso del pastello dimostra una tecnica formidabile: riesce a bilanciare la precisione quasi calligrafica dei dettagli metallici e dei ricami con la morbidezza degli incarnati e del tessuto. È un’opera non documenta soltanto un’onorificenza, ma scava nell’interiorità del soggetto celebrando la dignità della senilità e l’orgoglio dell’appartenenza istituzionale.