Papa Leone XIV

Scheda critica

Titolo: Papa Leone XIV

Autore: Roberto Mangialardi

Tecnica: Pastello

Formato: 70×100

Anno: 16/02/2026

 

L’opera è realizzata con una tecnica a pastello estremamente raffinata, che raggiunge un
livello di realismo quasi fotografico.

Leone XIV è colto in un momento di solennità e riflessione, che lo sguardo e l’intera
espressione del volto trasmettono grazie alla maestria nell’uso del pastello nella resa delle
rughe d’espressione sulla fronte, intorno agli occhi, agli angoli della bocca e sul collo, che
conferiscono al volto un’aria di saggezza, di dialogo interiore e di pensiero orante.

L’artista utilizza una palette cromatica dominata dai toni del color crema, dell’oro e del
bianco che, grazie alla morbidezza del tratto del pastello, rendono in modo sorprendente i
dettagli iconografici tipici della figura papale:
la Mitria.

Il copricapo cerimoniale bianco è decorato con precisissimi intrecci geometrici
dorati, la Ferula, la cui resa del metallo è notevole, infatti, il pastello riesce a simulare la
texture ruvida e scura dell’argento sbalzato e gli effetti di luce lo rendono luminoso e quasi
reale; l’Anello Piscatorio risalta per i giochi di luce e la cura estrema nei dettagli che ben
definiscono la figura di san Pietro disegnata; il Pallio, striscia di lana bianca con croci nere,
riproduce con delicatezza l’effetto striato del tessuto in cui è fatta.

È stupefacente la resa dei diversi materiali, dal pizzo ricamato della cotta che spunta sotto
la manica, autentico capolavoro di precisione meticolosa, alla consistenza pesante della
casula, ai candidi polsini della camicia chiusi da gemelli.

È un’opera che gioca molto sul
contrasto tra la magnificenza delle vesti e la fragilità dell’uomo, tra la solennità del Sommo
Pontefice e la sua palpabile umanità.

 

Papa Leone XIV è colto in un momento di solennità e riflessione, che lo sguardo e l’intera espressione del volto trasmettono grazie alla maestria nell’uso del pastello nella resa delle rughe d’espressione sulla fronte, intorno agli occhi, agli angoli della bocca e sul collo, che conferiscono al volto un’aria di saggezza, di dialogo interiore e di pensiero orante.
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